DEAR BRICK: VIVERE A LONDRA, UNA PARTITA TUTTA DA GIOCARE

DEAR BRICK: VIVERE A LONDRA, UNA PARTITA TUTTA DA GIOCARE

Affittare – o acquistare – casa a Londra può essere un problema. E non solo per una questione di costi. La proporzione tra domanda e offerta va infatti a scapito della prima: molte richieste, meno appartamenti del necessario. L’affollamento in città è tale che, per la middle class in particolare, trovare un flat con le caratteristiche utili per essere vivibile – dimensioni, luogo, costi – ha a che fare con fortuna, caso, pazienza e abilità. Non solo per visitare un appartamento ci sono liste di attesa in cui è il “numero” a fare la differenza, ma nel caso in cui la soluzione abitativa convinca più di un affittuario/acquirente, bisogna giocare al rilancio. Sotheby insegna anche in campo immobiliare da queste parti. La vocazione londinese per il trasloco-rapido sicuramente aiuta. Cambiare casa, a seconda della disponibilità economica del momento, del quartiere che acquista valore e della vicinanza al luogo di lavoro è una battaglia che i londinesi, agenzie comprese, si sentono di combattere, scegliendo come campo di confronto Gumtree (http://www.gumtree.com/flats-houses), sito nato per la ricerca di lavoro ma rapidamente evolutosi in piattaforma multi-research. La vera scommessa è capire quale sarà la zona della città destinata a attirare gradimento e colonizzarla prima dell’exploit. Per un Chelsea, Kensington e Notting Hill che mantengono il loro valore – con gli alti e bassi del caso – e per un Bloomsbury o Belgravia che attraggono sempre l’attenzione, ci sono zone pronte a salire sul podio. Brick Lane è tra queste, nell’ultima decina di anni in particolare. Il “brick” rimane dunque un’opportunità di business da non sottovalutare, con buona pace della crisi. Ha costruito i mattoni della sua azienda su queste premesse Guglielmo S. ventisettenne esempio di quella “meglio gioventù” italiana pronta a fare le valige con un business plan in tasca. Con un coetaneo francese, dal 2012, ha messo in pista “FG Property Management” (http://fgpropertymanagement.com), azienda che si occupa di affittare le case londinesi di alto standing e non abitate per alcuni periodi dell’anno a turisti o visitatori alla ricerca di dimensioni domestiche per la loro permanenza. A guadagnarci tutte le parti in gioco: l’owner che ricava dall’appartamento “fermo” un introito, la FG che si ritaglia una commissione sulla locazione dei flat e il Guest che ha l’opportunità di scegliere un “su misura” pagando giornalmente la sua permanenza (da 99 pd per notte a 3000 pd a seconda della soluzione), contando anche sul plus di alcuni servizi (dai driver al cleaning). Arrendiamoci: tra italiani e mattone l’amore è sempre a prima vista e non conosce gap generazionale. Anche lontani da Casa.

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