SULLA “STRADA” DELLA REGINA: QUEENSWAY

Queensway è Londra in miniatura: lungo una sola via è possibile vedere la città in scala 1 a 100 mila con tutte le sue contraddizioni e la sua globalità. A Queensway non solo si trova il mondo gastronomico – dalla cucina Italiana di “Bella Italia” a quella bulgara di “Bulgarian Food”, dalla Libanese di “Phoenicia” alla giapponese di “Magic Wok” con qualche divagazione persiana da “Alounak” o malese da “C & R” – ma anche i supermercati di basso costo – “Tesco Express” – come quelli più frequentati dal ceto medio meno pretenzioso – “Sainsbury’s” con le offerte salva spesa da 1 pound – e più schizzinoso (Marks&Spencer che con i sui mix&match fa la fortuna dei frigoriferi domestici). Nelle Old Black Lion, come veniva chiamata in onore di Queen Victoria, scovi anche scuole di inglese per lezioni orarie a prezzi abbordabili e professionalità riconosciuta (“Stanton School of English” si è meritata il plauso degli ispettori del British Council chiamati a censire la qualità degli istituti di lingua privati e pubblici cittadini) , biking shop – “Evans Cycles”, una delle più grandi catene inglesi di biciclette “brick and mortar” – dove acquistare due ruote used, riparare le proprie e avere dritte sui circuiti della città, pub in cui la birra accompagna le partite di calcio in programma worldwide (“Redan Pub” ) e l’onnipresente “Patisserie Valerie” <> come raccontano i dipendenti . Non è un caso nemmeno che nella zona si trovino due stazioni della metropolitana (Queensway e Bayswater) e alcuni dei monumenti-non monumenti più apprezzati della storia cittadina: Whiteleys, il department store londinese – oggi shopping center – aperto nel 1863 dal mercante di stoffe e tendaggi William Whiteley, la prima lavanderia a gettoni automatica (Central Wash) che dal 1949 ha segnato l’inversione di rotta nella vita domestica della capitale UK e il più grande Ice skating-Bowling-karaoke (Queens Ice and Bawl) cittadino. Ma Queensway in realtà è molto di più: è un mercato a cielo aperto di occhi e visi dalle fisiognomiche più disparate, di chador, sari e jeans, di idiomi e dialetti, di religioni e confessioni che convivono senza pestarsi i piedi e nel fine settimana fluiscono a Kensington Gardens, punto di ideale chiusura della zona. Quattro passi da queste parti sono una full immersion utile per capire Londra prima di affrontarla.

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