IL CONTROVERSO RAPPORTO DEGLI INGLESI CON LA PIOGGIA

IL CONTROVERSO RAPPORTO DEGLI INGLESI CON LA PIOGGIA

C’è qualcosa di rassicurante nella pioggia secondo gli inglesi. Probabilmente perché il cielo grigio e qualche goccia fa parte della loro routine, come una pinta di birra a chiusura della giornata, del fish&chips la domenica al parco o un acquisto da Top Shop. Inzupparsi senza nemmeno allungare il passo quando uno scroscio li investe non smuove il loro aplomb. Vivere con un ombrello al seguito sembra un eresia e chi, per sbaglio, lo ha con sé lo custodisce come un cimelio. “Mai usare un ombrello quando la pioggia è troppo forte perché si finisce con il rovinarlo”. Una dichiarazione d’amore fatta da quelli che in Italia chiameremmo mastri ombrellai e che a Londra hanno un nome e cognome – James Smith & Sons – e un’intera palazzina vittoriana (Hazelwood House) nel Est End, in New Oxford Street, a due passi dal British Museum, dove creano, curano e producono “umbrellas”. Un’intera famiglia che dal 1830 ha scelto di rendere artistico anche un oggetto che di design ha già molto. Una visita nello store è come sostare in un museo dove la storia è codificata dall’evoluzione nei decenni di questo bastone dall’anima in legno e con una corolla di metallo. Non solo se ne esce pensando che i Londinesi abbiamo ragione a non usarli per evitarne il logorio, ma anche con la volontà di prendersene cura. La famiglia Smith lo sostiene da sempre tanto da coniare delle regole per il perfetto utilizzo(http://www.james-smith.co.uk/product-categories/walking-stickcare) per strada come tra le pareti di casa. Da oggi ho un nuovo vademecum (e Londra degli altri guru).

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