LA STRATEGIA DEL THE: LA RAF SCENDE IN CAMPO

LA STRATEGIA DEL THE: LA RAF SCENDE IN CAMPO

Henrietta Lovell (Rare Tea Company) è una biondina nervosa con le idee molto chiare, soprattutto quando si parla di “tea”. Questione molto seria anche per gli altri londinesi che da tempo lamento di non avere più modo di concedere al palato una sosta tra gli aromi del Darjeeling o di Ceylon. Un onta per i sudditi della Regina. Prima che la cup of tea perda definitivamente la sua identità, Henrietta è così corsa hai ripari chiedendo aiuto alla RAF (Royal Air Force). “E’ tempo di riscoprire e apprezzare tutte le nuance di un buon the – ha dichiarato – abitudine scomparsa con la Seconda Guerra Mondiale. Dobbiamo impegnarci per ri- focalizzare le nostre abitudini sulla nostra bevanda officiale, nello stesso modo in cui negli ultimi anni abbiamo fatto con il vino. Siamo ancora in tempo: dobbiamo riappropriarci di una tradizione che non è scomparsa ma si è solo dimenticata”. Un discorso che il ghost writer di David Cameron ancora le invidia e che lo stesso Primo Ministro Inglese vorrebbe aver pronunciato. Pronta alla guerra, la virtuosa della bustina chiama a raduno la Royal Air Force che, in nome della british tea attitude, risponde facendosi testimonial (involontaria?) di “Force Tea”. Il bland di the provenienti dal Malawi “vola alto” e promette di “tranquillizzare durante un pericolo nazionale e dare coraggio quando necessario”. Il tutto per 4.99 pound a confezione. Un sospiro di sollievo per le casse UK soprattutto in periodi in cui la guerra bussa alla porta. Per acquistare 50 gr di pura grinta inglese l’appuntamento è da Waitrose: se si è fortunati tra gli scaffali ci si può imbattere anche in un Generale intento ad accaparrarsi la sua scorta di coraggio.