IL MIO REGNO PER UN MUSEO

IL MIO REGNO PER UN MUSEO

Il primo passo per sentirsi davvero londinesi è scegliere il proprio museo d’eccellenza. Il luogo dove rifugiarsi e sentirsi a casa, dove bere un caffè mentre si passeggia nelle sale o si legge un libro, mentre le “Tre Grazie” danzano silenziose o Rodin trafigge con la sua carica sofferta. La loro gratuità facilita il compito: sapere di poterci entrare senza dover staccare continui biglietti è un incentivo. A passarli in rassegna e a tornarci quando il bisogno di circondarsi di “bello” bussa alla porta. La scelta è fortemente emozionale e spesso va oltre il valore del luogo e delle opere che protegge. Con il V&A (http://www.vam.ac.uk/) è andata proprio così: un colpo di fulmine trasformatosi in promessa d’amore dopo essermi persa nella sala dei gioielli. Ora che, sino al 19 Gennaio 2014, il Museo promuove “Pearls” (http://www.vam.ac.uk/content/exhibitions/exhibition-pearls/), dedicata alla pietra più pura nei suoi preziosi utilizzi dall’Impero Romano ad oggi, so che la magia si ripeterà. Ma se dal Victoria & Albert Museum ti puoi aspettare di essere sedotta, a stupire è la malia di altri luoghi inattesi. Il “Cartoon Museum” (http://www.cartoonmuseum.org/) è tra questi. Nascosto al 35 di Little Russell Street, con il British Museum alle spalle, come un padre putativo, vi si scovano i più singolari – ed unici – esempi di fumetti, caricature e comics British a partire dall’800. Se l’ingresso confonde per l’allure da libreria specializzata, il retro non tradisce le aspettative proiettando il visitatore in un mondo di tratti e colori, di profili e estremizzazioni sempre capaci di rubare il sorriso. Un’arte quella del fumetto a cui Londra – e i londinesi – non si limitano a dedicare un museo, ma anche un Archivio – il British Cartoon Archive nella Templeman Library nella Univeristy of Kent’s – e una “Society” – “Political Cartoon Society” (http://www.original-political-cartoon.com/) – che promuove il “political cartoon” come forma di divertimento, informazione ed educazione. La buona notizia? A differenza di altri club londinesi, tesserarsi è solo una questione di cash (25pd) e non di sesso (male e famale). La par condicio passa anche da qui.

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